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21/04/2012 alle 05:57 - dolcenera...
nera che porta via che porta via la via nera che non si vedeva da una vita intera così dolcenera nera nera che picchia forte che butta giù le porte nera di malasorte che ammazza e passa oltre nera come la sfortuna che si fa la tana dove non c`è luna luna nera di falde amare che passano le bare ma la moglie di Anselmo non lo deve sapere ché è venuta per me è arrivata da un`ora e l`amore ha l`amore come solo argomento e il tumulto del cielo ha sbagliato momento acqua che non si aspetta altro che benedetta acqua che porta male sale dalle scale sale senza sale sale acqua che spacca il monte che affonda terra e ponte ma la moglie di Anselmo sta sognando del mare quando ingorga gli anfratti si ritira e risale e il lenzuolo si gonfia sul cavo dell`onda e la lotta si fa scivolosa e profonda acqua di spilli fitti dal cielo e dai soffitti acqua per fotografie per cercare i complici da maledire acqua che stringe i fianchi tonnara di passanti non ne ha non ne ha oltre il muro dei vetri si risveglia la vita che si prende per mano a battaglia finita come fa questo amore che dall`ansia di perdersi ha avuto in un giorno la certezza di aversi acqua che ha fatto sera che adesso si ritira bassa sfila tra la gente come un innocente che non c`entra niente fredda come un dolore Dolcenera senza cuore e la moglie di Anselmo sente l`acqua che scende dai vestiti incollati da ogni gelo di pelle nel suo tram scollegato da ogni distanza nel bel mezzo del tempo che adesso le avanza così fu quell`amore dal mancato finale così splendido e vero da potervi ingannare
Qualche giorno fa è arrivata una tua chiamata. Non chiami mai, mi sono detta, perchè aspetti che siano gli altri a farlo, se chiami hai bisogno di aiuto. Le tue sorelle, i figli, gli amici. Lo sappiamo tutti, se vogliamo sentirti dobbiamo essere noi ad alzare la cornetta.... ce lo dicevi sempre quando eravamo piccole, lasciate che siano gli altri a cercarvi così siete sicure di non disturbare. Non disturbare, il tuo terrore più profondo anche adesso, che hai quasi ottantadue anni, è quello di non fare rumore. Saresti capace di andartene così...penso ogni tanto, in silenzio. Senza dire una parola. " Come stai? "mi hai chiesto. Però, conoscendoti, non ho risposto alla tua domanda. " C` è qualcosa che non va? " ho replicato. " Ma no, niente. E` un pò che non ci sentiamo e volevo solo sapere come stavi ". Terminata la chiamata ho mandato un sms a Roberta. Questo weekend andiamo a trovare la mamma?... Roberta aveva un appuntamento con un` amica ed allora ho lasciato perdere. Non ho insistito. Aspetto il fine settimana e parto da sola, mi sono detta. E` luglio e fa caldo, in macchina non accendo l` aria condizionata, appena fuori dalla città abbasso il finestrino sulla natura che porta verso la campagna, come dici tu, in mezzo al giallo dei girasoli. A volte mentre ci si aggancia ai ricordi vengono in mente cose che pensavamo di avere dimenticato. Di fatto, però, sono cose che ci accompagnano per tutta la vita perchè fanno parte di noi. Quando arrivo sul piazzale di casa i ricordi si fanno più vividi, infanzie rumorose rimpiazzate adesso dalla solitudine di un` erba che cresce senza essere calpestata da nessuno. Suono il citofono, apro la porta chiusa senza chiave e chiedo ad alta voce " Si può? " Non entro completamente, aspetto sull` uscio una risposta perchè ho paura di invadere i tuoi spazi. Ancora adesso, che sono un` adulta che non dovrebbe chiederti il permesso, busso alla tua vita con discrezione, come mi hai insegnato tu, con la premura di non disturbare. La tua voce arriva limpida e vivace dalla cucina. " Vieni avanti tesoro, che ci fai qui? " Sei sempre la solita, tiri fuori l` orgoglio, distribuisci domande che vogliono dirmi non ho bisogno di niente. La casa è sempre in ordine, oggetti puliti e sistemati in modo maniacale al loro posto come se fossero in attesa di qulacuno. Le foto, sulle mensole della libreria, testimoniano quel passato chiassoso che adesso sembra essere troppo lontano. " Sono passata a cercare dei libri in soffitta che devo aver infilato da qualche parte ". Mento. La verità è che mi fa piacere passare del tempo con te, annusare quello che siamo diventati, soprattutto adesso che ho la certezza che il tempo sia passato troppo velocemente. Ci accomodiamo in veranda. Sorseggiamo thè verde e, con cautela, ci concediamo ai ricordi. Parliamo di Roberta, di quando ti toccava metterci in punizione altrimenti saremmo state capaci, insieme, di distruggere il mondo. E mentre parliamo di tutto, tutto diventa più facile. Le ombre del passato si dissolvono nella consapevolezza che ci si ama anche se non si trovano le parole per dirselo. Nessuno ci ha insegnato come si fa, mamma, non è colpa di nessuno. Poi arriva la sera e, all` orizzonte, il tramonto si confonde con i campi di girasole. Per qualche istante, mentre i colori sfumano nel cielo, mi tornano in mente le cose di tutti i giorni...il lavoro, la casa, le bollette da pagare che ho lasciato sul tavolo all` ingresso. La vita frenetica, quella che corri, corri e non ti fermi mai un attimo a pensare. E mi sembra che la vita sia qui, accanto al tuo viso segnato dal tempo che non ha mai avuto il coraggio delle parole. " Si è fatto tardi, adesso è meglio che tu vada " . Ti saluto. Un bacio tenero sulla guancia. E poi, mentre agito la mano fuori dal finestrino, improvvisamente mi sembra tutto più chiaro. Guardo i tuoi occhi. E sono occhi ammalati di solitudine anche se non se n` è accorto nessuno.....( r. p. )
16/03/2012 alle 03:16 - tutta scena...
e tutta scena....quando ti chiedo le foto ose'...senza un perché....niente paura e tutta scena....io vivo nella mia vita...finche nn e finita...e tutta scena....nn smettero mai d'inseguire i miei sogni...ogni volta che chiudo gli occhi...ogni gioia...ogni sbaglio...e tutta roba mia....ma e tutta scena....anche se i pugni presi...sono di piu d quelli resi...perche li ho presi su questa faccia...piena d buchi come un terreno di caccia...ma e tutta scena...



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